La Digital Transformation come esperimento

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touchpointUltimamente si parla molto, anche in Italia, di Digital Transformation, trasformazione digitale.

Di recente ho incontrato diverse aziende, da grandi a medie a piccole attraverso l’Europa, che stanno lavorando verso questo traguardo, in molti modi differenti ed articolati. Ed il fattore comune è questo: che ciascuna azienda è diversa, ed il percorso verso il digitale deve, pertanto, essere altrettanto unico, e disegnato secondo i propri processi aziendali.

La prima domanda che in genere ricevo è: ma gli altri cosa stanno facendo, e come? Naturalmente gli esempi aiutano molto, ma non sono certo la soluzione a questa mancanza di immaginazione.

Non esiste un processo comune per la trasformazione digitale: le aziende più innovative (ed interessanti) che ho finora incontrato hanno istituito un “team di sperimentazione digitale”, composto da un gruppo di entusiasti tecnologici, cui piace provare cose nuove (tra l’altro questo sarebbe il lavoro ideale di ogni computer geek che si rispetti): sono connessi e socialmente attivi, amano partecipare ad eventi e riunioni virtuali e reali, anche solo per mescolare idee e nuove tecnologie; sono appassionati di innovazione, in qualunque forma essa appaia.

L’approccio di un “dream team“, secondo la mia opinione ed esperienza, funziona perfettamente sotto molti aspetti:

  • Se l’azienda non ha alcuna idea di come muoversi verso il digitale, questo è il team che potrà sperimentare e guidare l’adozione di tutto ciò che è innovazione e avanguardia. Come i salmoni, nuotano contro corrente mentre il resto dell’azienda probabilmente cerca di resistere al cambiamento, finché qualcosa di straordinario non viene alla luce, e loro diventano gli eroi della trasformazione di cui sopra. Questo può richiedere un po’ di tempo, naturalmente, ed anche una certa resistenza intrinseca delle persone alla pericolosa mentalità del “abbiamo sempre fatto in questo modo”. Potrebbe essere necessario cambiare di tanto in tanto le persone, per non portarle ad esaurimento, e alla fine qualche risultato concreto potrebbe arrivare, anche se molto lentamente. Ma se non c’è un percorso ben definito, quali sono le alternative? L’unica è davvero quella di sperimentare il più possibile lontano da ciò che è normale e comodo e abituale, ed entrare nel regno del sonnambulismo digitale.
  • Se l’azienda in questione è già molto avanti nel processo e vuole mantenere il ritmo ed il suo primato, allora questo è davvero il “dream team”, dal momento che avrà un ampio budget, la volontà di cambiare e anche una mentalità aperta attraverso l’intera azienda, in grado quindi di guidare il cambiamento previsto. L’unico rischio è quello di pensare troppo alla trasformazione e in alcuni casi di agire troppo. Queste persone sono in grado di portare nuove idee sul tavolo con frequenza giornaliera, e qualcuna in genere viene approvata e trasformata in progetto, e magari con un successo strepitoso, tenendo quindi l’azienda un gradino più in alto rispetto alla concorrenza, nella scalata verso il digitale. Ci vuole naturalmente un certo coraggio a vedere e fare cose che gli altri non vedono, con prospettive sempre nuove e differenti.
  • Se l’azienda sta nel mezzo, quindi ci sono alcune nuove idee e anche una discreta presenza digitale, ma non è ancora nel pieno della trasformazione, ci sono molte tonalità di grigio da affrontare: un gruppo sperimentale può ancora essere utile, perché sarebbe responsabile di identificare e provare le novità (nonché il capro espiatorio di ciò che non funzionerebbe), ma con la flessibilità e libertà di provare le nuove strategie che richiederebbero mesi per essere implementate negli articolati e complessi processi aziendali. Un piccolo team dedicato può fornire la flessibilità necessaria a provare e fallire senza compromettere molto, permettendo però ai progetti di successo di essere replicati poi velocemente nell’intera azienda.

Avete già predisposto il Vostro team di sperimentazione digitale? 🙂

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Paola Annis

About Paola Annis

Contact Center, CX, professionista della tecnologia UX, con oltre 20 anni di esperienza nel supporto tecnico, project management, project delivery, product management and business development in TLC E Contact Center application space